Prima Commissione UNGA 2021: facciamo il punto

La scorsa settimana si è svolta la 76° Assemblea Generale delle Nazioni Unite all'interno della quale si è riunita la Prima Commissione, deputata a discutere dei principali trattati sul disarmo e la non proliferazione e delle questioni sulla sicurezza globale ritenute nevralgiche dalla Comunità internazionale.

E' stato questo, pertanto, il contesto all'interno del quale INEW, la Rete Internazionale sulle Armi Esplosive di cui ANVCG è membro e coordina in Italia la campagna "Stop alle bombe sui civili", ha rinnovato ufficialmente le sue richieste alla sottoscrizione di una Dichiarazione Politica Internazionale per proteggere i civili dai danni causati dal'uso delle armi esplosive nelle aree popolate. Dopo quasi due anni di attività rallentate a causa della pandemia, INEW si è detta ottimista riguardo la possibilità di riprendere i negoziati sul testo della Dichiarazione in pochi mesi e di vedere finalmente la firma ufficiale del documento nel 2022.

Nell'ambito quindi della Prima Commissione, INEW ha ribadito la sua fiducia nel processo multilaterale per la negoziazione del testo della Dichiarazione, ma ha anche precisato che se si vuole che il documento abbia un impatto significativo sulle vittime, deve comportare per gli Stati l'adesione ad un quadro preciso di impegni, senza spazio di ambiguità. La dichiarazione all'Assemblea di INEW riprende, anche se in maniera sintetica, il documento rilasciato dalla Rete sui contenuti essenziali per una Dichiarazione realmente efficace. Il contenuto di questo documento costituisce il cuore della Campagna internazionale.

Sempre all'interno della cornice della Prima Commissione, il nostro paese ha rilasciato una dichiarazione. Non si fa riferimento esplicito al problema umanitario delle armi esplosive, come è accaduto nel 2020, tuttavia è interessante rilevare che l'Italia ha affermato di allinearsi ai contenuti della dichiarazione dell'Unione Europea, nella quale viene affermato esplicitamente di aderire al processo di negoziazione della Dichiarazione internazionale.

In conclusione, appare evidente che il processo che porterà alla Dichiarazione Internazionale è ormai accettato dalla comunità internazionale, mentre tutt'altra questione riguarda i contenuti del documento, sui quali, invece, si sta accendendo una aspra battaglia diplomatica, volta a depotenziarne gli effetti con la motivazione che è sufficiente una maggiore adesione ai principi del Diritto Internazionale Umanitario.

E' troppo presto per stabilire con certezza quale sarà il contenuto definitivo di questa Dichiarazione. Sicuramente l'ANVCG, e in generale la società civile, attiveranno tutte le azioni di pressione istituzionale per raggiungere l'obiettivo di un documento che possa realmente proteggere i civili dall'impatto umanitario delle armi esplosive.


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Ultima modifica il Lunedì, 11 Ottobre 2021 11:13

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