I dati sulla violenza esplosiva nel 2020

Action on Armed Violence ha da poco rilasciato i dati sulla violenza esplosiva nel 2020, sulla base di quanto riportato dai media di lingua inglese. Nell’anno appena trascorso, purtroppo, non si sono fermati i bombardamenti e l’uso di ordigni esplosivi in aree popolate (EWIPA). 

Ecco la scheda esplosiva 2020:

  • 18,747 vittime causate dalle armi esplosive, di cui 11,056 civili. In media, ogni mese, si sono registrate 921 vittime tra i civili.
  • Il 59% delle vittime causate dalle armi esplosive sono civili.
  • Nelle aree popolate i civili uccisi e feriti rappresentano l’88% delle vittime totali, mentre nelle aree non popolate la percentuale scende al 16%.
  • Per quanto riguarda la tipologia di armi esplosive, gli ordigni bellici improvvisati (Improvised Explosive Devices, IEDs) sono tra le principali cause del maggior numero di vittime (43%), insieme agli attacchi condotti via terra (34%) e le mine (3%) .
  • Afghanistan, Libia, Pakistan, Siria e Yemen sono i paesi nei quali si è registrato il più alto numero di vittime tra la popolazione civile. 
  • Afghanistan, India, Iraq, Libia, Pakistan, Somalia, Syria, Ucraina e Yemen sono i paesi, invece, ove si sono verificati più episodi di violenza esplosiva nel corso dell’anno.
  • Nel 2020, in Azerbaijan (Nagorno-Karabakh), Camerun, Iran, Myanmar si è registrato un aumento esponenziale della violenza esplosiva e delle vittime civili.
  • Gli incidenti con armi esplosive sono stati registrati in 48 paesi e territori nel mondo, 12 in meno rispetto al 2019. 

Sebbene nel 2020 si sia assistito ad un decremento nel numero delle vittime (-43%) tra la popolazione civile rispetto al 2019, è ancora presto per certificare un’inversione di tendenza, anche perché resta purtroppo confermato il largo utilizzo delle armi esplosive nelle aree popolate, ove sono avvenuti il 55% degli episodi di violenza esplosiva. 

Bisogna considerare poi che l’emergenza COVID-19 ha reso - specialmente in alcune regioni - difficile raccogliere i dati sulle vittime e perciò il numero totale delle vittime delle armi esplosive in tutto il mondo potrebbe risultare sottostimato.

AOAV, tra i membri fondatori dell’International Network on Explosive Weapons – di cui l’ANVCG è parte - ricorda che l’uso di armi esplosive implica anche effetti riverberanti, come la distruzione e/o il danneggiamento delle infrastrutture critiche, danni psicologici e lo sfollamento di centinaia di migliaia di civili con conseguenze devastanti sulle loro vite. 

Per leggere il rapporto originale, in lingua inglese, cliccare qui


Ultima modifica il Giovedì, 11 Marzo 2021 15:15

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