Croazia, l'esplosione di una mina causa un morto e una decina di feriti

Giovedì 4 marzo 2021 , un profugo è stato ucciso dall'esplosione di una mina nella foresta di Aborsko, in Croazia, poco lontano dal confine bosniaco. Nell'incidente sono rimasti feriti un'altra decina di persone che, insieme alla vittima, si trovavano in un'area altamente pericolosa, ancora disseminata di circa 20 mila mine antiuomo.  La polizia croata, quando è intervenuta sul posto, ha trovato l'uomo senza vita e una decina di feriti, ma al momento si sospetta che le persone coinvolte siano molte di più. Un elicottero ha anche sorvolato l'area boschiva, come testimonia un video diffuso dalla stampa croata, e da un altoparlante è stato spiegato di non inoltrarsi nell'area a causa dell'alta pericolosità della zona.

Secondo i dati del Centro croato per lo Sminamento (CROMAC), sarebbero ancora molte le zone, soprattutto quelle di confine, disseminate di esplosivi antiuomo e gli ordigni inesplosi eredità del conflitto nella ex Jugoslavia degli anni Novanta. Dalla fine della guerra, si stima che oltre 500 persone siano morte a causa delle mine, mentre sono oltre 1.500 gli invalidi.

L'Associazione, composta da vittime civili di questi ordigni colpite anche a distanza di molti anni dalla fine delle ostilità, è da anni impegnata a denunciare la pericolosità ma anche il potenziale danno al normale svolgimento della vita quotidiana costituito dagli ordigni bellici inesplosi.

Per seguire il lavoro di mappatura del Dipartimento Ordigni Bellici Inesplosi dell'ANVCG cliccare qui.

Ultima modifica il Martedì, 09 Marzo 2021 13:33

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