Esplode un ordigno bellico in provincia di Vicenza, 1 ferito

E' stato lo scoppio di un ordigno risalente alla Prima Guerra Mondiale a causare il ferimento di un 79enne a Campomoluso, in provincia di Vicenza, lo scorso 8 ottobre.

L'anziano, soccorso tempestivamente, è ricoverato all'ospedale San Bortolo di Vicenza con ferite al volto e alle mani. Secondo le autorità, l'uomo è un recuperante "amatoriale", imbattutosi nell'ordigno ma senza le conoscenze necessarie per poterne riconoscere la pericolosità e quindi salvaguardare la propria incolumità.

E' l'ennesimo ordigno bellico riasalente a uno dei conflitti mondiali ritrovato per caso da un normale cittadino. Da maggio 2019, sono 80.000 le persone evacuate, 5 i feriti e 1 morto a causa di questi dispositivi.

Sono anni che la nostra Associazione denuncia non solo la pericolosità, ma anche il potenziale danno al normale svolgimento della vita quotidiana costituito dagli ordigni bellici inesplosi. In più di un intervento pubblico l'ANVCG ha infatti sottolineato come l'Italia, storicamente oggetto di un massiccio bombardamento militare soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale, custodisca all'interno del suo territorio un numero altissimo di ordigni inesplosi, letali per le persone.

A questo proposito lo scorso giugno l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ha lanciato il progetto DE-ACTIVATE, allo scopo di sensibilizzare le scuole al problema costituito dagli ordigni bellici inesplosi ed educare i ragazzi ad assumere un comportamento corretto in caso di ritrovamento. Il progetto è parte della più ampia strategia dell'Associazione, composta da vittime civili di questi ordigni colpite anche a distanza di molti anni dalla fine delle ostilità, per trasformare gli episodi di ritrovamento da fatti di "colore" delle cronache locali, in episodi di rilevanza nazionale ai fini della messa in sicuro del territorio.

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