Venezia, un'altra vittima causata da un ordigno bellico

L’esplosione di un ordigno bellico a San Stino di Livenza (Venezia), il 27 agosto scorso - di cui vi avevamo dato notizia (clicca qui per leggere il comunicato stampa dell’ANVCG) - aveva coinvolto due uomini, uno dei quali era deceduto all’istante mentre l’altro era rimasto gravemente ferito, con ustioni su tutto il corpo.

Purtroppo, l’8 settembre, anche il secondo uomo è morto mentre era ricoverato in ospedale. I due amici, mentre cercavano di disinnescare un ordigno bellico, presumibilmente risalente alla Seconda guerra mondiale, avevano provocato l’esplosione dello stesso. Per mettere in sicurezza la zona, si era reso anche necessario l’intervento degli artificieri.

Quanto accaduto in provincia di Venezia testimonia la pericolosità degli ordigni bellici inesplosi per la sicurezza di tutti.
L'Associazione, composta da vittime di questi ordigni colpite anche a distanza di molti anni dalla fine delle ostilità, è da anni impegnata a denunciare la pericolosità ma anche il potenziale danno al normale svolgimento della vita quotidiana costituito dagli ordigni bellici inesplosi.

A tal fine, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra è impegnata in progetti e attività di sensibilizzazione al problema costituito dagli ordigni bellici inesplosi, grazie al Protocollo d’intesa in essere con il Ministero dell’Istruzione per informare e sensibilizzare su questo tema gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado e al Protocollo d’Intesa siglato con lo Stato Maggiore dell’Esercito (SME) in materia di mappatura degli ordigni bellici, attraverso il proprio Dipartimento Ordigni Bellici Inesplosi.

Ultima modifica il Venerdì, 09 Settembre 2022 14:54

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