Ancora una vittima degli ordigni bellici in Italia

Anche se ai più appare un’evenienza impossibile, gli ordigni bellici inesplosi uccidono ancora in Italia: il 26 agosto scorso, infatti, a Vezza d’Oglio, in Valcamonica, l’esplosione di un residuato bellico ha ucciso un uomo di 35 anni. La bomba è detonata all’interno di un garage in cui l’uomo l’aveva portata ignorando il pericolo e il giovane è morto dopo aver compiuto pochi passi, nel tentativo di uscire dal box per chiedere aiuto.  Da quanto si è appreso, la vittima avrebbe raccolto l’ordigno durante una vacanza sui monti circostanti.

Questo drammatico episodio conferma l’esistenza di una serio problema anche sul nostro territorio, che purtroppo continua ad essere e sottovalutato dalle istituzioni e dai mezzi di comunicazione di massa, che si limitano a fornire notizie su fatti come questo tralasciando però ogni contestualizzazione.

Non si tratta di fenomeni così rari: quest’estate si sono verificati numerosi ritrovamenti accidentali, soprattutto nelle aree vicino al mare e alle montagne, dove le condizioni naturali sono più favorevoli e in molti casi sono stati dei bambini – fortunatamente senza conseguenze – a vedere attirata la loro attenzione da questi strani oggetti che spuntano nel terreno.

Tra questi casi, ricordiamo quello di tre bambini che, durante le vacanze, si sono imbattuti nei pressi di Dobbiaco in una bomba a mano inesplosa e quello di tre ragazzi che, mentre erano in vacanza a Marina di Saline di Torre Colimena (Taranto), hanno individuato in mare a pochi metri dalla riva una bomba d’aereo di fabbricazione inglese.

Non va poi dimenticato che i pericoli che questi ordigni causano non sono solo legati ai ritrovamenti. In occasione dei tanti incendi che questa estate hanno bruciato ettari ed ettari di bosco, le detonazioni dei residui bellici interrati, provocate dal calore, hanno infatti creato non poche difficoltà ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile in numerose località italiane: Perugia, Padova, Cassino, Cava de’ Tirreni, Piazza Armerina, Messina.

L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, impegnata da anni in Italia e all’estero in iniziative e campagne di sensibilizzazione sul tema dei pericoli connessi alla presenza degli ordigni bellici inesplosi, attraverso il suo Presidente Nazionale, Giuseppe Castronovo, cieco dall’età di nove anni proprio a causa dell’esplosione di un ordigno bellico, rivolge un forte appello a tutti gli operatori sociali, in particolare ai mezzi d’informazione, a mantenere alta l’attenzione sul verificarsi di questi episodi e annuncia la ripresa della campagna di sensibilizzazione nelle scuole italiane intrapresa da diversi anni nel quadro di un apposito protocollo d’intesa con il MIUR.

Ultima modifica il Lunedì, 04 Settembre 2017 09:39

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