Incontro sugli ordigni bellici inesplosi a Giulianova

Conoscere per riconoscere è lo slogan scelto dall'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra per portare nelle scuole la campagna di prevenzione sugli ordigni bellici inesplosi.

Di questo tema si è parlato nel dibattito organizzato il 17 ottobre al palazzo Kursaal di Giulianova dallo storico Walter De Berardinis e dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra – Dipartimento Ordigni Bellici Inesplosi e che ha visto la partecipazione di decine e decine di studenti delle scuole medie locali.

Nell'incontro si è voluto sottolineare ancora una volta che, anche a 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e a quasi 100 dalla fine della Prima, gli ordigni bellici inesplosi sono ancora una minaccia molto pericolosa e che, in caso di ritrovamento accidentale, occorre subito avvertire le forze dell'ordine senza cedere alla tentazione di toccare l'oggetto.

"A distanza di così tanto tempo i residuati bellici continuano ancora a ferire o persino ad uccidere. " - ha spiegato Giovanni Lafirenze, l'appassionato e competente esperto della materia che rappresentava qui l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra - "E’ un problema che non va sottovalutato. A volte si scambia un ordigno inesploso per un grosso sasso o per un altro oggetto, perché la natura agisce sulla bomba, con strati di ruggine o di terriccio solido".

Tutta l'Italia è interessata da questo fenomeno, ma l’area compresa tra Ortona, dove c’era il fronte durante la risalita delle truppe alleate contro l’esercito nazista, e la foce del fiume Tronto, viene considerata particolarmente a rischio perché secondo gli esperti ci sarebbero ancora centinaia di ordigni di ogni genere inesplosi, nascosti nella terra.

"Sono circa 60mila gli ordigni che ogni anno vengono recuperati”, ha aggiunto Giovanni Lafirenze, "e che vengono poi fatti brillare dagli artificieri".

Per la maggior parte ciò avviene in condizioni di sicurezza, seppure a volte con notevoli disagi per le comunità del luogo, ma a volte si verificano incidenti anche piuttosto gravi. Nell’ultimo anno, 14 persone sono rimaste colpite in modo più o meno serio dall'esplosione di queste armi, che il tempo non ha di certo reso micidiali.

Agli insegnanti che hanno accompagnato i ragazzi sono stati donati due libri, uno scritto da Walter De Berardinis, sui bombardamenti a Giulianova, l’altro dallo stesso Lafirenze che aiutano a conoscere meglio la problematica.

Ultima modifica il Martedì, 27 Ottobre 2015 12:40

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