L'ANVCG alla commemorazione della strage di Gorla

Oggi 20 ottobre ricorre l'anniversario della strage di Gorla in cui persero la vita 184 alunni della scuola elementare di Milano "Francesco Crispi" (i "Piccoli Martiri di Gorla"), nonché alcuni operatori scolastici, a seguito di un bombardamento aereo alleato che colpì l'intero quartiere milanese di Gorla nel 1944.

L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ha partecipato alla commemorazione che si è tenuta presso il monumento che ricorda le giovanissime vittime della strage, alla presenza di Marco Pietro Granelli, assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, e di altre autorità e rappresentanze della società civile.

Per l'ANVCG è intervenuto il Vice Presidente Nazionale Michele Corcio, di cui riportiamo di seguito il discorso:

«Come Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra porto il saluto di tutta la categoria che ho l'onore di rappresentare, una categoria fatta di persone che ancora oggi portano nel corpo e nell’animo, con le loro cecità, invalidità e mutilazioni, le ferite materiali e spirituali inferte da quella immane tragedia che è stata la Seconda Guerra Mondiale.

La strage di Gorla è stata senza dubbio uno dei più tragici eventi accaduti in Italia durante quel conflitto e un drammatico esempio di quello che poi sarebbe accaduto tante altre volte nelle guerre e nei conflitti successivi, fino a quelli dei nostri giorni. Rievocare con commozione, qui oggi, i 184 bambini e bambine e gli operatori scolastici che hanno perso la vita quel giorno, è un dovere morale per tutti quanti e lo ancora di più in un momento particolare come questo, in cui la preoccupazione dell’opinione pubblica per la guerra si è improvvisamente risvegliata per la drammatica situazione che si è venuta a creare in Ucraina.

Nel ricordare la strage di Gorla ed altri eventi altrettanto drammatici ricorre spesso il termine “tragica fatalità”, per indicare che si è trattato di una disgrazia non voluta espressamente da chi l’ha causata. La parola “fatalità”, però, contiene in sé anche il senso di “ineluttabilità”, di qualcosa che non si può evitare e, a mio avviso, è importante soffermarci su questo aspetto.

Bisogna prendere atto che le tragedie come la strage di Gorla sono inevitabili nel contesto delle guerre moderne, dove il principale campo di battaglia sono le città e i centri abitati e - per questo motivo - le stragi e le uccisioni di massa delle popolazioni civili sono inevitabili. Questa è la ragione per cui noi vittime civili di guerra, chiediamo con forza l’immediata cessazione dei conflitti in atto, condizione necessaria per l’inizio di un percorso di dialogo che, auspicabilmente, porterà a costruire una pace giusta e durevole. Perché noi vittime civili di guerra italiane, resi ciechi, mutilati, invalidi, vedove ed orfani dalle stragi nazifasciste e dalle bombe degli alleati, per la nostra storia sappiamo bene, dolorosamente, che non esistono armi buone e armi cattive o intelligenti.

Le armi tutte, per volontà o tragica fatalità, provocano sempre nella popolazione civile sofferenza e morte. E’ questo il messaggio che vorrei lanciare qui oggi, insieme al Comitato dei familiari dei bambini e delle bambine che hanno perso la vita 78 anni fa in un luogo, la scuola, che rappresenta tutti quei valori positivi che la guerra nega

20221020 114637

Ultima modifica il Giovedì, 20 Ottobre 2022 14:40

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie Per maggiori informazioni sull'uso dei cookie, visitare questa pagina.

Accetto i cookie da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information