Mine italiane in Ucraina, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG): “Ipotesi del tutto infondata, Italia in prima linea nell’azione contro le mine e a fianco delle vittime civili di guerra”

Roma, 10 gennaio 2023 – "Come Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, l'Ente morale preposto per legge in Italia alla rappresentanza e tutela delle vittime civili di guerra e dei loro congiunti, esprimiamo il nostro sconcerto nei confronti della dichiarazione dell'Ambasciata russa di Roma sulle mine antiuomo italiane che sarebbero state piazzate in territorio ucraino per colpire l'esercito russo. Il nostro Paese, infatti, ha leggi tra le più severe al mondo in fatto di non produzione e non finanziamento di queste terribili armi. E non solo: l'Italia è fortemente impegnata attraverso il Fondo per lo sminamento umanitario nella rimozione degli ordigni e nella tutela e reinserimento sociale delle vittime" dichiara Michele Vigne, Presidente Nazionale dell'ANVCG ed egli stesso vittima dell'esplosione di un ordigno bellico della Seconda guerra mondiale.

"Ha ragione il Ministro della Difesa Guido Crosetto" aggiunge il Presidente Vigne "nel ricordare i trattati e i dispositivi legislativi che mettono al bando le mine che l'Italia ha adottato". Il nostro Paese, infatti, ha firmato, alla sua apertura, il Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine il 3 dicembre 1997, ma già prima della ratifica e dell'entrata in vigore del trattato aveva approvato una legge molto restrittiva che prevede il divieto di fabbricazione e vendita di ogni tipo di mina: la legge 374/1997. Inoltre, nel dicembre 2021, l'Italia ha adottato la legge n. 220, promossa dalla Campagna Italiana Contro le Mine e fortemente sostenuta dall'ANVCG, che introduce il divieto totale al finanziamento di società, aventi sede in Italia o all'estero, che, direttamente o tramite società controllate o collegate, svolgano attività di costruzione, produzione, sviluppo, assemblaggio, riparazione, conservazione, impiego, utilizzo, immagazzinaggio, stoccaggio, detenzione, promozione, vendita, distribuzione, importazione, esportazione, trasferimento o trasporto delle mine antipersona, delle munizioni e submunizioni cluster, di qualunque natura o composizione, o di parti di esse. La stessa legge vieta, altresì, di svolgere ricerca tecnologica, fabbricazione, vendita, esportazione, importazione e detenzione di munizioni e submunizioni cluster, di qualunque natura o composizione.

"In ragione di queste considerazioni, le mine mostrate in fotografia dall'ambasciata russa non sono certamente state fornite all'Ucraina dall'Italia, ed è da escludere l'ipotesi che gli ordigni mostrati – evidentemente di recentissima fabbricazione ed in ottimo stato - possano risalire a un periodo ante trattato, perché mostrerebbero l'inevitabile usura del tempo" conclude Vigne.

L'ANVCG, associazione composta ancora da decine di migliaia di ciechi, mutilati e invalidi resi tali proprio da questo tipo di armi e quotidianamente al fianco di chi ha subito i devastanti effetti del loro uso, respinge con forza le accuse rivolte dall'Ambasciata russa al nostro paese ed esprime apprezzamento per i numerosi programmi di sminamento umanitario sostenuti dall'Italia a fianco delle popolazioni vittime di guerra in tutto il mondo.

Ultima modifica il Lunedì, 30 Gennaio 2023 12:17

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