Categories: evidenza, NewsLast Updated: 1 Settembre 2026

by redattore

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Ogni anno, sul territorio italiano, si contano migliaia di interventi di bonifica per ordigni bellici inesplosi e numerose evacuazioni di popolazioni civili: un’eredità delle guerre del Novecento che il tempo non ha ancora del tutto cancellato. È da questo rischio concreto e ancora attuale — insieme all’urgenza di ricostruire, nei più giovani, un rapporto critico e consapevole con le immagini di guerra che li circondano — che nasce “Seminiamo il futuro”, il nuovo progetto nazionale rivolto alle scuole secondarie italiane.

Il contesto: guerra normalizzata, memoria da ricostruire

Conflitti attivi in diverse aree del mondo, immagini di guerra che scorrono quotidianamente su media e social network: l’esposizione continua rischia di produrre un effetto di assuefazione, svuotando di significato eventi che dovrebbero invece generare consapevolezza ed empatia. “Seminiamo il futuro” nasce per invertire questa tendenza, restituendo profondità a temi che riguardano da vicino la sicurezza e la coesione della società civile.

Gli Istituti scolastici interessati possono aderire al progetto attraverso questo form.

Le associazioni promotrici

Il progetto è promosso dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, in qualità di capofila, insieme a:

Fondazione per le Vittime Civili di Guerra
Unione Nazionale Mutilati per Servizio
Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra
Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (ENS)

Un partenariato ampio, che consente a “Seminiamo il futuro” di raggiungere tutte le 21 Regioni e Province autonome italiane.

Cosa prevede il progetto

Logo Seminiamo il futuro progetto nazionaleA differenza di altri percorsi promossi dalle stesse associazioni, “Seminiamo il futuro” concentra la propria azione specificamente sul mondo della scuola secondaria e su un doppio binario tematico: da un lato la memoria storica, dall’altro la prevenzione concreta del rischio ordigni bellici.

Le attività comprendono:

  • Laboratori didattici nelle scuole secondarie di primo e secondo grado
  • Incontri pubblici ed eventi territoriali (almeno 20 in tutta Italia)
  • Seminari di formazione per i docenti
  • Percorsi dedicati ai volontari delle associazioni partner
  • Un concorso nazionale aperto agli studenti

Al centro del percorso formativo testimonianze dirette di vittime civili di guerra, di invalidi per servizio e di famigliari di caduti e dispersi in guerra, spesso affiancate dal contributo tecnico di chi goni giorno è impegnato in operazioni di bonifica, che illustreranno agli studenti come riconoscere i residuati bellici e comportarsi correttamente in caso di ritrovamento.

Un incrocio tra racconto vissuto e competenza specialistica pensato per sviluppare negli studenti empatia, spirito critico e senso di corresponsabilità.

Riconoscere il pericolo, non solo raccontarlo

Il progetto non si limita alla dimensione storica e valoriale: prevede un lavoro pratico di educazione al riconoscimento dei residuati bellici, per insegnare ai più giovani come comportarsi correttamente in caso di ritrovamento. A supporto di questo obiettivo è prevista anche una mappatura nazionale dei ritrovamenti di ordigni inesplosi, pensata come strumento di conoscenza utile alla sicurezza collettiva e alla consapevolezza dei territori più esposti.

Uno sfondo storico non casuale

Gli anni 2026 e 2027 segnano gli ottantesimi anniversari della nascita della Repubblica Italiana, del voto alle donne e dell’entrata in vigore della Costituzione. “Seminiamo il futuro” si inserisce in questo scenario per offrire ai giovani un’occasione di riflessione sul principio del ripudio della guerra sancito dall’articolo 11 della Costituzione, trasformando la memoria in uno strumento per orientare le scelte civili del presente.

Strumenti innovativi e piena accessibilità

Tra gli elementi distintivi del progetto:

L’introduzione di un edugame, per un apprendimento coinvolgente
La collaborazione con esperti di media education, per aiutare gli studenti a leggere criticamente le immagini di guerra a cui sono esposti quotidianamente
La traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) di tutte le attività, curata dall’ENS, a garanzia della piena accessibilità del percorso

I numeri

  • 21 Regioni e Province autonome coinvolte
  • Oltre 25.000 destinatari complessivi
  • Almeno 150 classi coinvolte
  • 5.000 studenti nei laboratori
  • 800 studenti partecipanti al concorso nazionale
  • Almeno 20 eventi territoriali

Il progetto rientra tra le iniziative di rilevanza nazionale sostenute nell’ambito dell’Avviso 2/2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, riservato agli Enti del Terzo Settore ai sensi dell’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n.117 e s.m.i.

 

Gli Istituti scolastici interessati possono aderire al progetto attraverso questo form.

Scarica la scheda di progetto Modello D e  il piano economico finanziario Modello E

Promosso da: Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (capofila) · Fondazione per le Vittime Civili di Guerra · Unione Nazionale Mutilati per Servizio · Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra · Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi

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