Le pensioni di guerra di nuovo in Parlamento

Dopo tanto tempo il Parlamento è tornato ad occuparsi del miglioramento dei trattamenti pensionistici di guerra, una materia in cui - lo ricordiamo - gli ultimi provvedimenti sostanziali risalgono ormai al lontano 1991.

Durante questo lungo lasso di tempo, il meccanismo di adeguamento automatico, pur prezioso, non è stato comunque in grado di mantenere il valore reale dei trattamenti pensionistici di guerra, che è stato eroso dall'aumento del costo della vita e che è divenuto ormai inadeguato in molti casi a svolgere quella funzione risarcitoria sancita dalla legge.

Per questo motivo le principali associazioni di categoria (l'ANMIG, l'ANFCDG, l'AICG e naturalmente l'ANVCG) hanno da tempo unito le loro forze per promuovere un disegno di legge che ponesse almeno in  parte rimedio a questo grave vulnus , con un intervento equilibrato nei confronti di tutte le categorie di pensionati di guerra.

Sì tratta di un traguardo non semplice da raggiungere poiché, anche considerando la diminuzione progressiva del numero degli aventi diritto, il costo di un intervento reale e non solo simbolico avrebbe comunque un certo costo finanziario a carico del bilancio dello Stato e questo argomento rende di per sé arduo il cammino dei disegni di legge presentati a tal fine.

E' quindi da salutare con grande soddisfazione il fatto che nel mese di marzo la Commissione Finanze del Senato – in seguito alle sollecitazioni delle associazioni proponenti e all’istituzione della Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti – abbia cominciato ad esaminare i disegni di legge in materia e nel mese di maggio ha predisposto un testo unico in cui sono previste in sintesi le seguenti misure:

- aumento del 10% scaglionato in due anni delle pensioni di guerra dirette e di reversibilità e dei loro assegni accessori;
- aumento dell'assegno supplementare per il coniuge superstite dei grandi invalidi;
- aumento del trattamento base per le/i vedove/i di guerra e per gli orfani di guerra.

Per evitare aspettative al momento sicuramente premature, occorre dire che questo è solo un primo passo in un cammino lungo e complicato, in cui avrà un peso decisivo l'atteggiamento del Governo e della Ragioneria Generale dello Stato sulla copertura dell'onere finanziario. Va poi ricordato che ormai sono rimasti solo pochi mesi della fine della legislatura e quindi è necessario che l'esame vada avanti in tempi rapidi.

Ultima modifica il Lunedì, 29 Maggio 2017 14:15

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