L’ANVCG a Lampedusa in nome della Memoria e dell’Accoglienza

Il 3 ottobre si è celebrata, per la prima volta in modo ufficiale, la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, istituita dal Parlamento con la legge 21 marzo 2016, n. 45, che ha il fine di “conservare e di rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria” e di “sensibilizzare l’opinione pubblica alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, all’integrazione e all’accoglienza”.

Manifestazioni si sono tenute in tutta l’Italia, ma sicuramente il centro delle iniziative è stata l’isola di Lampedusa - geograficamente la “porta d’Europa” - dove nel 2013, proprio il 3 ottobre, persero la vita 368 migranti in uno dei più tragici naufragi avvenuti nel Mar Mediterraneo in questi ultimi anni.

L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che lo scorso anno a Lampedusa ebbe modo di lanciare la sua campagna di sensibilizzazione per i rifugiati che fuggono dalle guerre e dai conflitti “Io non volevo partire - chi fugge dalle guerre ha bisogno di una mano”, ha partecipato attivamente al fitto programma di iniziative che si sono tenute sull’isola dal 30 settembre al 3 ottobre.

A rappresentare l’ANVCG erano presenti il Presidente Nazionale Giuseppe Castronovo, il Consigliere Nazionale e Presidente della Sezione di Palermo Giuseppe Guarino, il Segretario Generale Roberto Serio e Lorenzo Rinelli de “L’Osservatorio”, il centro di ricerca sulle vittime delle guerre e dei conflitti recentemente creato dall’Associazione.

Moltissime le realtà intervenute: oltre al “Comitato 3 Ottobre”, organizzatore dell’evento insieme al Comune Lampedusa e con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e del Ministero dell’Interno, hanno partecipato, tra gli altri, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Save the Children, la Comunità di S. Egidio, Medici Senza Frontiere, la Federazione Nazionale Stampa Italiana, l’Agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR).

Si è trattato di un’occasione importante per favorire uno scambio di esperienze e di idee tra coloro che sono impegnati a vario titolo ad affrontare in modo costruttivo e solidaristico i problemi connessi con i grandi spostamenti forzati e i rifugiati. In questo contesto il Presidente dell’ANVCG Giuseppe Castronovo ha avuto modo di incontrare e confrontarsi, tra gli altri, con il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, la portavoce dell’UNHCR Carlotta Sami, il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta.

Negli incontri avuti sull’isola e negli eventi organizzati dall’ANVCG, l’impegno dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e del suo Osservatorio ha trovato unanime apprezzamento.

Grazie al patrocinio del MIUR, sono stati ospitati sull’isola oltre 250 studenti provenienti da tutta Italia e tutta Europa, che hanno avuto la possibilità di partecipare, insieme agli studenti lampedusani, ai numerosi laboratori tenuti presso l’Istituto Pirandello.

Il workshop organizzato dall’ANVCG, dal nome “Memoria futura”, è stato incentrato sul dialogo tra i sopravvissuti alle guerre di ieri e alle guerre di oggi, grazie anche alla partecipazione del Presidente Nazionale Castronovo e del Presidente Guarino, ed è stato molto apprezzato dai ragazzi, che sono stati coinvolti attraverso delle attività creative finalizzate a capire in modo non solo intellettuale la realtà delle migrazioni.

Gli studenti hanno avuto anche la possibilità di visitare il Museo della Fiducia e del Dialogo, inaugurato giusto tre mesi prima alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che raccoglie opere d’arte provenienti da vari musei del Mediterraneo e reperti a ricordo del naufragio del 2013. Per iniziativa del MIUR, è prevista l’apertura nel museo di una “sezione giovani” che raccoglierà da tutta Europa pensieri, testimonianze e opere creative sui temi della solidarietà e dell’incontro tra i popoli.

Il richiamo all’Europa è stato presente anche nelle parole della Sindaca Giusi Nicolini: "dall'Ue ci aspettiamo che la solidarietà si estenda nei confronti dell'Italia, della Grecia e di tutte le Lampedusa del Mediterraneo. Sbrigatevi perché il prezzo delle politiche di chiusura lo pagano anche comunità come quelle della nostra isola".

Durante le serate dei tre giorni, nella piazza principale di Lampedusa sono stati proiettati diversi documentari e contributi video sulla tematica della migrazione e dell’accoglienza, che hanno riunito i partecipanti all’evento e gli abitanti del capoluogo. Tra questi lavori,  vi è stata anche la proiezione del documentario dal titolo “Mare nostro” – applauditissimo evento di chiusura delle celebrazioni del 3 ottobre - prodotto dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e realizzato da Emanuele Cervetti e Andrea Cocchi.

Uno dei momenti più intensi della manifestazione è stato il grande corteo alla Porta d’Europa il 3 ottobre, cui hanno partecipato i sopravvissuti alla tragedia del 2013, gli studenti, le autorità e i cittadini dell’isola. Qui padre Mussie Zerai, prete cattolico eritreo candidato al Premio Nobel per la Pace 2015 per il supporto dato a migliaia di migranti africani e per questo definito “angelo dei profughi”, ha riunito i presenti in un  momento solenne per ricordare le vittime dell’avvenimento di tre anni fa e tutte le altre persone “che hanno perso la vita lungo la via della speranza”. Padre Zerai si è inoltre fatto portavoce della richiesta dei familiari delle vbittime e dei sopravvissuti al naufragio accorsi da tutta Europa sull’isola per l’occasione, di far rientrare le salme delle persone morte il 3 ottobre 2013 e in altri incidenti in mare. Una questione questa su cui il Governo italiano ha dichiarato la sua disponibilità, ma che trova un serio ostacolo nella situazione politica dei paesi di provenienza.

Dopo il corteo, una delegazione in cui era presente il Ministro dell’Interno On. Alfano e, tra gli altri, anche i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra si è recata a bordo di una nave della guardia costiera nel punto in cui avvenne il naufragio per lanciare una corona a ricordo dei deceduti.

“E’ un fatto che quella che ricordiamo oggi, fino a tre anni fa era una tragedia italiana, adesso e’ una giornata europea. L’Unione Europea è davanti a un bivio decisivo: o ci si salva tutti, rispettando le regole, oppure sarà un fallimento. Ma ad oggi non tutti gli Stati che hanno sottoscritto i patti per ricollocare i profughi li stanno rispettando, e questo è grave”, ha dichiarato il Ministro Alfano che ha poi sottolineato l’alto numero di vite salvate, ma anche la necessità di “una seria azione congiunta, con un’attività di filtraggio in Africa per fermare la tratta e i trafficanti di esseri umani”.

L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ha voluto in questa occasione ribadire la necessità di una risposta immediata all’emergenza dei rifugiati, che possa essere messa in atto subito e che consenta di riconoscere i loro diritti e al contempo di garantire le popolazioni ospitanti. “I rifugiati che fuggono dai conflitti sono le nuove vittime civili di guerra ed è questo il messaggio che l’ANVCG vuole lanciare con la sua presenza qui e con le sue campagne”, ha dichiarato il Presidente Giuseppe Castronovo, aggiungendo poi che “è fondamentale che l’Italia e l’Unione Europea sostengano la creazione di corridoi umanitari in aiuto delle sventurate persone costrette a lasciare le proprie terre a causa dei bombardamenti e degli scontri tra le opposte fazioni”.

La necessità di azioni concrete è stata evidenziata anche da Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR: “Alternative legali e sicure esistono e vanno implementate: ricongiungimento familiare, reinsediamento, corridoi umanitari, visti per motivi di studio o lavoro sono tutti strumenti da usare affinché le persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, possano arrivare in un luogo sicuro senza dover intraprendere viaggi pericolosissimi rischiando la vita”.

In contemporanea a tutte queste iniziative, negli stessi giorni si è tenuta anche la sessantottesima edizione del “Prix Italia”, il più antico premio radiotelevisivo organizzato dalla Rai, ai cui eventi principali ha preso parte anche l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra.

Il premio quest’anno si è incentrato sul ruolo dell’informazione di fronte al fenomeno delle grandi migrazioni forzate, un tema questo che è stato affrontato con rappresentanti di 44 emittenti di ben 28 nazioni diverse e che assume un ruolo centrale nella costruzione di un contesto sociale propizio per una nuova politica di accoglienza e solidarietà.

Ultima modifica il Venerdì, 07 Ottobre 2016 12:38

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