Disabilità, piano d'azione in Gazzetta. Il nodo delle risorse

Elaborato dall'Osservatorio nazionale e approvato nel febbraio 2013, a luglio il documento ha scandito i temi della Conferenza nazionale. A settembre l'approvazione del Consiglio dei ministri, a ottobre l'adozione del decreto del presidente Napolitano

 ROMA – Il programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità è legge: è stato infatti pubblicato il 28 dicembre scorso il decreto del presidente della Repubblica 4 ottobre 2013, con il quale è stato adottato il documento, predisposto dall'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

L'approvazione del Programma risale a quasi un anno fa: nel febbraio 2013, l'Osservatorio nazionale, dopo aver lavorato all'elaborazione delle varie sezioni del documento, diviso in gruppi di lavoro relativi alle diverse “linee d'intervento”, diede il via libera al Programma d'azione. Il 12 e 13 luglio, il Programma d'azione ha scandito i tempi e i temi della quarta Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità organizzata dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Due mesi dopo, il 27 settembre, il documento è stato adottato dal Consiglio dei ministri. Pochi giorni dopo, il 4 ottobre, il presidente Napolitano ha emanato il decreto di adozione. Ora, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n.303) rappresenta l'ultimo passaggio formale per l'entrata in vigore del Programma d'azione.

Il Programma contiene l'insieme degli interventi che dovrebbero essere messi in pratica nei prossimi due anni per migliorare la vita delle persone con disabilità e garantire pienamente i loro diritti. Una cinquantina di pagine in cui, sulla traccia del dettato della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, vengono affrontati sette grandi questioni: si parla della revisione del sistema di accesso, riconoscimento della certificazione della condizione di disabilità e modello di intervento socio-sanitario; di lavoro e occupazione; di politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l'inclusione nella società; di promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità; dei processi formativi ed inclusione scolastica; di salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione; e infine di cooperazione internazionale.

Va ricordato che a tutti questi impegni ”è da riconoscere carattere meramente programmatico”, come precisa la relazione illustrativa arrivata in Consiglio dei ministri: le azioni richiamate nel documento, infatti, sono “risultano finanziabili nei limiti degli stanziamenti previsti, mentre gli impegni assunti alla presentazione alle Camere di nuovi provvedimenti legislativi saranno condizionati al rispetto della disciplina ordinaria in tema di programmazione finanziaria”. Pertanto, “la sede nella quale saranno ponderate le diverse esigenze di settore è la Decisione di finanza pubblica, sulla base della quale verrà definito il disegno di legge di stabilità”. E' questo uno dei nodi critici che accompagna l'approvazione del programma e che ha suscitato le perplessità delle associazioni, rinnovate nei giorni dell'approvazione della legge di stabilità.

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Ultima modifica il Martedì, 07 Gennaio 2014 14:41

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