L’ANVCG alla 24ª riunione del Comitato Nazionale per l'Azione Umanitaria Contro le Mine Anti-persona (CNAUMA)

Il 21 luglio si è tenuta la riunione annuale del “Comitato Nazionale per l’Azione Umanitaria contro le Mine Anti-persona” (CNAUMA), che per l’emergenza sanitaria si è tenuta per via telematica anziché nella consueta sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Questo Comitato è un organo consultivo permanente, istituito nel 1999, al quale partecipano i rappresentanti del Ministero e gli organismi della società civile impegnati nel campo dello sminamento umanitario, anche al fine di raccoglierne le valutazioni circa la ripartizione delle risorse stanziate per il Fondo per lo sminamento umanitario (con un intervento della Cons. Amb. Giuliana Del Papa, Capo Ufficio VI, Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo.)

In apertura di riunione è intervenuta la Vice Ministra Emanuela Del Re, che ha riassunto brevemente i principali sviluppi registratisi a livello internazionale nell’attuazione della Convenzione di Ottawa contro le mine anti-uomo, sottolineando il contributo valoriale del modello italiano di cooperazione internazionale nel settore dello sminamento, il quale si basa su di un approccio di tipo integrato che non si limita alla pur necessaria opera di bonifica, ma che tiene anche conto della dimensione sociale, attraverso un impegno a favore delle attività di educazione al rischio e di assistenza alle vittime e ai loro familiari.

A seguire è intervenuto l’Amb. Stefano Toscano, direttore del Centro Internazionale per lo Sminamento Umanitario di Ginevra (GICHD), il quale, dopo aver ripercorso la storia dello sminamento umanitario fin dalla sua nascita, ha parlato della violenza armata nei contesti urbani, definendola una “pesante eredità di contaminazione in cui l’identificazione e la rimozione dei resti esplosivi risulta particolarmente difficile, lenta e costosa. Inoltre, la pressione al rientro delle popolazioni sfollate aumenta il rischio di vittime civili, a fronte del quale l’educazione al rischio diventa ancora più importante”.

La pandemia ha aggiunto- ha costituito “un ulteriore elemento di difficoltà e incertezza. Le restrizioni alla mobilità internazionale dell’ultimo anno hanno accelerato la riflessione sui metodi di rafforzamento delle capacità nazionali e della localizzazione delle risposte alle sfide globali. Hanno anche portato allo sviluppo di nuove metodologie per la continuazione in forma remota di alcune attività, anche se per molte altre la presenza sul campo resta evidentemente essenziale. […] Certamente, la pandemia rischia di rendere il contesto operativo ancora più competitivo, col potenziale dirottamento di risorse e lo spostamento delle priorità verso altri settori, sia in Paesi beneficiari, sia in Paesi donatori. In tale contesto, sta all’azione anti-mine continuare a dimostrare la propria rilevanza, anche attraverso il collegamento con agende globali più ampie. Per lungo tempo un settore di nicchia, altamente specializzato e orientato al raggiungimento di obiettivi di breve/medio periodo, lo sminamento umanitario ha cominciato a ridefinire i propri obiettivi, ruolo e impatto come parte integrante degli sforzi relativi al Triplo Nesso umanitario-sviluppo-pace. Tale processo, ancora incompleto, è essenziale affinché il potenziale dell’azione anti-mine a servizio della pace, dello sviluppo e della stabilizzazione di lungo periodo possa essere sfruttato pienamente.

Un punto dolente affrontato nella riunione è stato quello della proposta di legge sulle “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”, che era già stato votato dal Parlamento la scorsa legislatura, ma era poi stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica per un mancato coordinamento con i trattati internazionali.

Approvata oltre un anno fa in seconda lettura dal Senato con unanimità di consensi da parte di tutti i gruppi parlamentari, la proposta è poi rimasta ferma alla Camera dei Deputati, dov’è tuttora in attesa di esame. 

L’auspicio dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che da tempo ha aderito con convinzione alle iniziative organizzate da “Campagna Italiana Contro Le Mine” per sostenere questo provvedimento, è che questo stallo possa essere superato, perché questa legge rappresenta uno strumento davvero importante nella lotta contro queste armi micidiali e un atto con cui l’Italia può riconfermare la sua posizione d’avanguardia nel campo della mine action


Ultima modifica il Giovedì, 05 Agosto 2021 13:37

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