Oltre 80 milioni tra rifugiati e sfollati nel mondo nella prima metà del 2020

Secondo il nuovo rapporto (Mid-Year Trends 2020, in inglese) dell’Agenzia ONU per i rifugiati, l’UNHCR, nella prima metà del 2020 più di 80 milioni di civili sono stati costretti a fuggire a causa di conflitti e persecuzioni.

Nonostante si sia registrata una significativa riduzione del numero di rifugiati e richiedenti asilo, complici le restrizioni alla libertà di movimento e i confini chiusi a causa del COVID-19, i numeri sono ancora elevatissimi. Infatti, l’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per un cessate il fuoco globale non è bastato ad arrestare le violenze.

Secondo i dati ufficiali riportati dall’UNHCR, il numero delle persone costrette a fuggire nella prima metà del 2020 si suddivide così:


  • 26,4 milioni di rifugiati
  • 4,2 milioni di richiedenti asilo
  • 45,7 milioni di sfollati interni
  • 3,6 milioni di venezuelani espatriati


La pandemia COVID-19 ha causato ulteriori difficoltà per coloro che sono stati costretti alla fuga, con 168 Paesi che dal mese di aprile hanno chiuso parzialmente o totalmente i loro confini per contenere i contagi. Ma il virus non ha risparmiato i rifugiati e gli sfollati, infatti sono stati oltre 33,9 milioni ad aver contratto il COVID-19. L’UNHCR si è impegnata a supportare gli Stati che ospitano al loro interno i campi profughi ad implementare le misure di distanziamento sociale e a prevenire il contagio, tuttavia le precarie condizioni di vita in cui vivono molti rifugiati e sfollati impediscono di intervenire efficacemente.

Le restrizioni ai movimenti hanno anche avuto un impatto sui bambini e sugli adolescenti rifugiati. L’UNHCR stima che siano stati oltre 1,8 milioni i giovani rifugiati a non aver frequentato la scuola da marzo a settembre. Sono note le criticità relative all’accesso all’istruzione per i minori rifugiati, soprattutto per gli adolescenti. In un rapporto del 2019, la percentuale di iscrizioni all’istruzione secondaria era del 31%, mentre solo il 3% di adolescenti risultava iscritto all’istruzione superiore. In attesa del rapporto annuale sulle migrazioni forzate nel mondo che verrà pubblicato a giugno 2021, l’UNHCR esprime forte preoccupazione: “Prima della pandemia, la probabilità che un bambino rifugiato non ricevesse un’istruzione era due volte più elevata rispetto a quella di un bambino non rifugiato. Tale divario è destinato a peggiorare”.

Emerge anche un altro dato molto significativo: più dell’82% degli sfollati nel mondo proviene da appena dieci Paesi e cioè dalla Siria (6,5 milioni), dal Venezuela (3,7 milioni), dall’Afghanistan (2,7 milioni), dal Sud Sudan (2,8 milioni), dal Myanmar (995 mila), dalla Somalia (910mila), dalla Repubblica Democratica del Congo (822 mila), dal Sudan (772 mila), dalla Repubblica Centrafricana (609 mila) e dall’Eritrea (514 mila).

Il Sahel continua ad essere costantemente monitorato dall’UNHCR in quanto regione in cui la popolazione civile si ritrova ad affrontare una gravissima crisi umanitaria causata, oltre che dall’emergenza climatica e alimentare, dalla violenza indiscriminata dei gruppi armati. Nella prima metà del 2020, 2 milioni di civili sono stati costretti a fuggire, quasi il doppio rispetto  al secondo semestre del 2019. Il Burkina Faso e il Niger sono i Paesi  che ospitano il maggior numero di sfollati interni in tutta l’area del Sahel (rispettivamente, 361 mila e 82 mila).

“L’impatto socio-economico della pandemia ha pesato terribilmente sui più vulnerabili come gli sfollati e gli apolidi, lasciati in uno stato di forte bisogno”, commenta l’UNHCR. Il COVID-19 non ha fermato le persecuzioni, le violenze, i conflitti e più in generale le violazioni dei diritti umani. Per questo i dati emersi dal rapporto dell’UNHCR devono spingere la comunità e le istituzioni internazionali a riflettere sugli effetti drammatici del binomio COVID-19 e violenza sulla popolazione civile intrappolata nelle zone di guerra.

L’Osservatorio: centro di ricerche sulle vittime civili dei conflitti si è impegnato a monitorare l’impatto della pandemia sulla popolazione civile travolta dai conflitti armati. Qui la lista degli aggiornamenti.



Ultima modifica il Venerdì, 18 Dicembre 2020 16:14

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie Per maggiori informazioni sull'uso dei cookie, visitare questa pagina.

Accetto i cookie da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information