Armi esplosive: il punto sullo stato dei negoziati per la Dichiarazione politica internazionale

Lo scorso 7 settembre l'Irlanda ha organizzato il webinar online sulla Protezione dei civili nelle guerre urbane "Armi esplosive nelle aree popolate: problemi, politiche e pratiche", cui ha partecipato l'ANVCG come coordinatrice della camapgna italiana sulle armi esplosive.

Nel discorso di apertura, il Ministro irlandese degli Affari Esteri Simon Coveney ha espresso preoccupazione per il fatto che l'uso delle armi esplosive nelle aree popolate ha gravi conseguenze per i civili. Pur deplorando che non sia stato ancora possibile finalizzare il testo della Dichiarazione politica internazionale, né accogliere gli Stati a Dublino per la sua approvazione ufficiale, ha ricordato ai partecipanti che "si può e si deve fare molto di più" e che dovremmo fare buon uso del tempo in più guadagnato, purtroppo, con lo stato di lockdown generalizzato.

Il webinar, presieduto dall'ambasciatore Michael Gaffey, Rappresentante permanente dell'Irlanda a Ginevra e Presidente delle Consultazioni sulla Dichiarazione politica, ha spiegato che mentre l'Irlanda resta impegnata a sviluppare una risposta politica a questo problema, non è stato ancora possibile dire quando o come gli stati, le organizzazioni internazionali e la società civile potranno incontrarsi nuovamente per riprendere e concludere i negoziati sul testo.

Il webinar è stato organ tre panel: un panel di alto livello, una sessione sulla contestualizzazione del problema e una sessione sull'affrontare la questione attraverso impegni politici.

Il panel di alto livello ha visto il sostegno dei partner chiave nel processo di approvazione della Dichiarazione politica internazionale sulle armi esplosive. Hanno parlato l'Alto rappresentante delle Nazioni Unite per gli Affari sul Disarmo, Izumi Nakamitsu e Gilles Carbonnier, che hanno ribadito l'appello agli Stati e ad altre parti combattenti ad evitare nelle aree popolate l'uso di armi esplosive con effetti a largo raggio. Renata Dwan, dell'UNIDIR, ha ribadito che molto può essere fatto dagli Stati sul piano politico e della pratica militare per proteggere i civili dalle armi esplosive.

Le due sessioni successive hanno discusso le questioni relative alla definizione del problema, compreso l'approccio adottato da INEW e altri attori internazionali per affrontare in primo luogo il problema umanitario, e i vantaggi di avere un focus chiaro e ristretto sull'uso di armi esplosive nelle città. Altri relatori hanno ribadito il concentto che il contenuto della Dichiarazione potrebbe essere implementato nella pratica con il tempo, attraverso la condivisione di esempi positivi di approcci dottrinali e pratiche da parte delle forze armate per ridurre i danni alle popolazioni civili.

In conclusione, il processo negoziale della Dichiarazione politica internazionale è in fase di stallo, dovuto alla situazione di pandemia globale. Sebbene questo webinar dimostri chiaramente che l'interesse per l'impatto umanitario delle armi esplosive continua ad essere alto, dovremo probabilmente aspettare il 2021 perché i negoziati riprendano.

Nel franttempo l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, in collaborazione con la rete INEW, continuerà la sua opera di sensibilizzazione delle Istituzione per garantire il pieno appoggio dell'Italia all'approvazione di una Dichiarazione internazionale che, potenzialmente, avrebbe un forte impatto positivo sulla vita di milioni di civili.

Ultima modifica il Giovedì, 17 Settembre 2020 14:36

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