Protezione dei Civili nei Conflitti Armati: il rapporto 2019

Lo scorso 7 maggio il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha diffuso il consueto rapporto annuale sulla Protezione dei Civili.

Quest'anno ricorre il ventesimo anniversario dell'adozione del tema della Protezione dei Civili nell'agenda d'azione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Sebbene in questi vent'anni siano sati fatti molti progressi, i civili, osserva Guterres, continuano ad essere esposti alla violenza dei conflitti e alle loro drammatiche conseguenze che perdurano anche molti anni dopo la cessazione delle ostilità. I civili costituiscono la maggioranza delle vittime dei conflitti e spesso gli attacchi che li vedono coinvolti sono condotti in violazione del diritto internazionale da entrambe le parti in conflitto. Ecco quindi che la vera sfida per la comunità internazionale è assicurare il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani, anche e soprattuto da parte degli attori non statali.

Il rispetto del Diritto Internazionale e del Diritto Internazionale Umanitario, prosegue il rapporto, è, nel migliore dei casi "questionabile" e rinforza la percezione comune di una progressiva disgregazione dello Stato di Diritto e della mancanza di giustizia sostanziale nei confronti delle vittime. Numerosi, inoltre, sono i casi in cui le parti in conflitto, pur asserendo rispetto per le regole, causano i cosiddetti "danni collaterali", cioè la morte o il ferimento non previsto dei civili. Questa situazione comporta la necessità, da parte di tutta la comunità internazionale, di rivedere e ripensare il quadro legale e le regole di ingaggio nelle operazioni militari, al fine di assicurare standard di protezione condivisi e realmente più efficienti.

Il rapporto sottolinea inoltre la crescente preoccupazione per il fenomeno delle armi esplosive nelle aree popolate, problema affrontato dalla Campagna dell'ANVCG "Stop Alle Bombe sui Civili". Nel rapporto si fa riferimento allo "schema di danno" sui civili causato da queste armi, in particolare alle sue conseguenze nel lungo periodo. Riconoscendo che il tema sta riscontrando una crescente attenzione da parte degli Stati, Guterres ha reiterato i suoi appelli per lo sviluppo di una dichiarazione politica internazionale che impegni gli Stati ad evitare del tutto l'uso delle armi esplosive che abbiano effetti a largo raggio, per definizione introllabili e indiscriminati, e sviluppare delle politiche e regole che partano dall'assunto che l'impiego delle armi esplosive con effetti a largo raggio sia un'opzione impraticabile in qualsiasi circostanza.

Proseguendo nel rapporto, il Segretario Generale elenca una serie di raccomandazioni. Per prima cosa, chiede al Consiglio di Sicurezza di essere imparziale e sempre coerente nel trattare i conflitti e di tenere sempre più in considerazione nelle sue decisioni come il volto e i protagonisti delle guerre siano cambiati in questi anni: le guerre, infatti, sono sempre più combattute in contesti urbani da gruppi armati non statali, difficilmente ascrivibili all'interno di un sistema di responsabilità internazionale.

Rivolgendosi agli attori statali, alle agenzie umanitarie internazionali e ai rappresentanti delle ONG, Guterres riconosce che gli sforzi collettivi hanno portato a risultati in tre direzioni. La prima riguarda dibattito per lo sviluppo di politiche nazionali per la protezione dei civili e il monitoraggio della loro incolumità durante le ostilità con l'adozione in alcuni casi di regole di ingaggio che evitano l'uso delle armi esplosive a largo raggio nelle aree popolate, nonché sviluppo di una legislazione restrittiva per il commercio di tali armi. La seconda riguarda lo stabilire i rapporti con gli attori armati non statali per un cambiamento delle loro modo di condurre le ostilità. La terza è un rafforzamento del sistema di perseguimento legale delle violazioni, in particolare investimenti politici e finanziari per rendere più forti i procedimenti legali per punire tali violazioni e assistenza tecnica per lo sviluppo negli Stati di sistemi legali ad hoc.

Guterres ha concluso poi il suo rapporto rimarcando l'importanza di un impegno collettivo da parte degli Stati e della società civile, per discutere insieme sulla maniera migliore di concepire un piano strategico che raggiunga gli obiettivi di cui sopra. Per quanto il quadro della situazione sia tetro, conclude, c'è un margine di miglioramento, a beneficio di quelli che oggi e in futuro soffriranno a causa della guerra.

Per leggere il rapporto in versione integrale (in lingua inglese), cliccare qui.


Ultima modifica il Martedì, 18 Giugno 2019 11:39

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