Approvato al Senato il DDL contro il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona e bombe cluster

Il 29 aprile scorso il Senato della Repubblica ha approvato il DDL “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”, che era già stato votato dal Parlamento la scorsa legislatura, ma era poi stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica per un mancato coordinamento con i trattati internazionali.

A vent'anni dalla convenzione internazionale che ne ha bandito l'uso e la vendita, esistono ancora 100 milioni di ordigni disseminati nel terreno di molti Paesi. Due trattati internazionali hanno disciplinato e affrontato il tema delle mine antipersona e delle bombe a grappolo – la Convenzione di Ottawa e la Convenzione di Oslo – ma ciò nonostante la diffusione delle mine antipersona, di esplosioni, di feriti e di vittime civili non si è arrestata: a vent'anni di distanza ancora oltre 7.000 persone hanno trovato la morte a causa di questi ordigni, come riporta il Landmine Report del 2018. Questo avviene in gran parte a causa dell'utilizzo da parte di gruppi non governativi e da parte di quegli Stati che non hanno ancora ratificato il trattato internazionale.

Proprio al fine di combattere ulteriormente questo fenomeno, il provvedimento di legge approvato al Senato dispone il divieto totale al finanziamento di società aventi sede in Italia o all'estero che, direttamente o indirettamente, svolgano attività di costruzione, produzione, sviluppo, assemblaggio, riparazione, conservazione, impiego, utilizzo, immagazzinaggio, stoccaggio, detenzione, promozione, vendita, distribuzione, importazione, esportazione, trasferimento o trasporto delle mine antipersona, delle munizioni o submunizioni cluster. È altresì vietata la ricerca tecnologica, la fabbricazione, vendita e cessione a qualsiasi titolo, esportazione, importazione e detenzione di munizioni o submunizioni a grappolo, di qualsiasi natura o composizione, o di parti di esse. Le società che svolgono le attività per le quali è previsto il divieto di finanziamento non possono inoltre partecipare a bandi o programmi di finanziamento pubblico.

L’approvazione di questo provvedimento, che si spera possa essere presto trasformato in legge dalla Camera dei Deputati, è un atto molto importante a favore della tutela delle vittime civili delle guerre e dei conflitti e dalla pace, dato che le mine e gli ordigni inesplosi sono un’emergenza umanitaria globale contro cui bisogna usare ogni mezzo a disposizione.

Per questo motivo l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ha aderito con convinzione alle iniziative organizzate da Campagna Italiana Contro Le Mine per sostenere il provvedimento e accoglie con grande soddisfazione la sua approvazione al Senato con unanimità di consensi da parte di tutti i gruppi parlamentari.

Ultima modifica il Martedì, 14 Maggio 2019 10:56

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