Convegno ANVCG: "La Protezione dei Civili nei conflitti armati: sfide e prospettive"

Lo scorso 8 febbraio si è tenuto il convegno organizzato dall'ANVCG "La Protezione dei Civili nei conflitti contemporanei: sfide e prospettive", presso il Museo delle Civiltà a Roma.

Sono trascorsi quasi vent'anni da quando il tema della protezione dei civili è entrato a pieno titolo nella lista delle priorità del Consiglio di Sicurezza ONU. Nonostante tale ricorrenza, il quadro delineato dal Segretario Generale nel suo ultimo Rapporto Annuale (462/2018) appare scoraggiante, perché i civili risultano essere il principale obiettivo della violenza dei conflitti armati. Urbanizzazione dei conflitti, estremismo violento, attacchi esplosivi e insicurezza alimentare costringono intere popolazioni a fuggire dalle proprie case e a spingersi verso un destino ignoto ed estremamente pericoloso, mentre un innumerevole numero di civili risulta disperso, ferito, mutilato o ucciso.

Uomini, donne e bambini vengono sistematicamente uccisi o feriti in attacchi deliberati o indiscriminati che regolarmente hanno luogo in aree densamente popolate e spesso comportano l’utilizzo di armi esplosive. Strutture mediche ed infrastrutture essenziali continuano ad essere danneggiati o distrutti in operazioni mirate, che quotidianamente vengono condotte nei paesi colpiti dalle ostilità. Aree residenziali e altre zone urbane sono contaminate da residui bellici esplosivi letali, che impediscono l’accesso a forniture alimentari, all'assistenza sanitaria e ad altri servizi essenziali. Attacchi continui e persistenti contro personale umanitario ed assidui impedimenti burocratici nell'esercizio delle operazioni di aiuto umanitario compromettono la capacità delle popolazioni colpite di soddisfare i propri bisogni primari ed aumentano il rischio di malattie e insicurezza alimentare. In questo scenario mutevole e stratificato, è evidente la difficoltà della Comunità  Internazionale a garantire pace e sicurezza, situazione che ha comportato lo spostamento dell’attenzione dalla risoluzione dei conflitti alle emergenze umanitarie e al moltiplicarsi delle iniziative della società civile per la Protezione dei Civili nei conflitti armati

I lavori della giornata sono stati aperti dal Presidente Nazionale Giuseppe Castronovo, che, in un appassionato intervento, ha più volte auspicato che altri paesi della Comunità Internazionale impegnati sul fronte della mine action e del disarmo umanitario potessero seguire l'esempio della legislazione italiana nel riconoscere un risarcimento alle vittime civili di guerra.

La parola è poi passata alla Viceministra Emanuela Del Re, che ha delineato un quadro complesso ed accurato delle politiche, degli interventi e dei programmi messi in atto dal nostro paese per proteggere le popolazioni civili coinvolte nei conflitti armati e per assicurare loro il rispetto dei diritti umani fondamentali anche in situazioni di pericolo per la propria incolumità e di insicurezza.

Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni internazionali della Comunità di Sant'Egidio, ha invece dipinto un quadro dei conflitti contemporanei grazie alla sua esperienza nel campo della risoluzione dei conflitti. Il suo intervento si è concentrato nel descrivere gli effetti "indiretti" dei conflitti sulla vita delle popolazioni africane: mancanza di servizi sanitari fondamentali, impossibilità da parte delle vittime di godere appieno dei diritti civili fondamentali e di azioni risarcitorie, infrastrutture distrutte che impediscono al territorio di sollevarsi economicamente anche molto tempo dopo la fine delle ostilità.

Adriano Iaria, referente della Croce Rossa Italiana per il Diritto Internazionale Umanitario e i Diritti Umani ha illustrato invece le sfide che il Diritto Internazionale Umanitario si ritrova ad affrontare nei conflitti moderni, tra le difficoltà nel far rispettare i principi cardine delle Convenzioni di Ginevra (divieto di attacchi indiscriminati, divieto di attacchi non specificatamente rivolti a obiettivi militari, divieto di armi che abbiano effetti indiscriminati) e le sfide imposte dalle nuove tecnologie come ad esempio i sistemi d'arma autonomi.

L'intervento a cura della Croce Rossa Internazionale ha dato il via alla seconda parte del convegno, durante la quale sono state presentate le iniziative "Stop alle bombe sui civili" e "Stop Rape and Gender violence in conflict". Il Vicepresidente nazionale dell'ANVCG, Michele Corcio, ha illustrato al pubblico l'ultimo anno di attività della campagna dell'ANVCG contro le armi esplosive, nonché il programma delle future iniziative per la sensibilizzazione delle istituzione all'adesione alla dichiarazione politica internazionale. E' stato poi il turno di Tibisay Ambrosini, coordinatrice nazionale di Campagna italiana Stop Rape and Gender Violence in Conflict (Stop Rape Italia), che, nella sua toccante relazione, ha portato all'attenzione del pubblico il dramma degli stupri di guerra e le drammatiche testimonianze delle sopravvissute, in cerca di giustizia e riscatto sociale.

Per leggere l'intervento a cura dell'ANVCG cliccare qui
Per leggere l'intervento a cura della Croce Rossa Italia cliccare qui
Per leggere l'intervento a cura di Stop Rape Italia cliccare qui




Ultima modifica il Giovedì, 14 Febbraio 2019 12:00

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