Gli Stati dell'America Latina e Caraibi dicono di no ai bombardamenti nei centri urbani

Il 6 dicembre 2018 gli Stati dell'America Latina e dei Caraibi si sono riuniti a Santiago, in Cile, per sostenere lo sviluppo di una dichiarazione politica internazionale per proteggere i civili dall'uso di armi esplosive in aree popolate

I rappresentanti dei governi si sono riuniti per una conferenza di due giorni finalizzata a discutere di come proteggere i civili nei conflitti armati, in particolare dall'uso delle armi esplosive nelle aree popolate. L'uso di pesanti armi esplosive come razzi, artiglieria e bombe aeree in Siria, Yemen, Iraq e altrove sta causando alti livelli di morti e e di vittime tra i civili. Gli studi hanno dimostrato che che quando le armi esplosive sono utilizzate in aree popolate, oltre il 90% delle vittime sono civili. Le organizzazioni che lavorano nelle zone di conflitto chiedono un impegno internazionale per proteggere i civili, in particolare mettendo fine all'uso di pesanti armi esplosive nelle città.

"I bombardamenti nelle aree popolate sono la principale causa di morti, feriti e distruzione civili in molti conflitti attuali", ha dichiarato Laura Boillot, coordinatrice dell'International Network on Explosive Weapons (INEW). "Porre fine all'uso di armi esplosive pesanti nelle aree popolate dovrebbe essere il compito più urgente per gli stati interessati alla protezione dei civili".

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guteress ha ripetutamente invitato gli stati a "smettere di usare armi ad alto potenziale esplosivo". Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha dichiarato che "le armi esplosive con effetti ad ampio raggio non dovrebbero essere utilizzate in aree densamente popolate a causa della significativa probabilità di effetti indiscriminati". Circa 100 paesi hanno riconosciuto pubblicamente questo come grave problema umanitario e gli Stati in America Latina Caraibi stanno sviluppando una risposta internazionale dedicata.

"Accogliamo con favore l'impegno degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi a sviluppare un impegno internazionale per stabilire standard più severi contro l'uso di armi che causano il danno maggiore, specialmente le armi esplosive pesanti" ha affermato Cesar Jaramillo, SEHLAC, membro INEW che lavora attraverso Regione dell'America Latina. "Gli Stati dell'America Latina e dei Caraibi possono rappresentare una leadership significativa per lo sviluppo di una risposta internazionale", ha affermato.

INEW chiede agli Stati di sviluppare una dichiarazione politica internazionale che stabilisca azioni concrete che gli Stati potrebbero adottare per proteggere meglio i civili, incluso porre fine all'uso in aree popolate di armi esplosive pesanti, definite anche armi esplosive con effetti ad ampio raggio, assistenza per sopravvissuti, le loro famiglie e le comunità colpite e la ricostruzione città distrutte e danneggiate.

I sopravvissuti dagli incidenti provocati dalla violenza esplosiva, difensori dei diritti umani, come pure rappresentanti dell'ONU e del Comitato Internazionale della Croce Rossa si sono incontrati a Santiago insieme a funzionari governativi incaricati di rispondere all'impatto umanitario delle armi esplosive.

 "Nel nostro lavoro nelle zone di conflitto in tutto il mondo continuiamo a essere testimoni dei gravi danni ai civili causati da armi esplosive attraverso morte, lesioni e traumi psicologici", ha dichiarato Alma Al-Osta, Advocacy Manager di Humanity & Inclusion, membro fondatore di INEW. "I danni a scuole, ospedali e altre infrastrutture vitali impediscono ai civili e alle loro comunità di accedere all'istruzione, all'assistenza medica e alla riabilitazione e assistenza a lungo termine".

Poichè hanno un contenuto esplosivo elevato, queste armi risultano essere inaccurate, disperdendo più munizioni su un'area vasta, con conseguenze particolarmente devastanti se usate nelle aree in cui i civili sono concentrati.

L'ANVCG è membro di INEW dal 2017. Per la sua missione naturale e per le sue origini, è particolarmente interessata alle conseguenze devastanti sulla vita dei civili delle armi esplosive e per questa ragione coordina in Italia la compagna "Stop alle bombe sui civili", declinazione dell'iniziativa internazionale di INEW "Stop bombing Towns and Cities". La campagna, lanciata il 1 febbraio 2018 in occasione della prima Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, ha come obiettivo l'adesione, da parte dell'Italia, alla promozione, sviluppo e adozione di una dichiarazione politica internazionale che stabilisca alti standard per la protezione dei civili dall'uso delle armi esplosive nelle aree popolate.

Per leggere il Comunicato di Santiago in lingua inglese, contenente le posizioni ufficiali degli stati sull'argomento delle armi esplosive, cliccare qui.

Ultima modifica il Giovedì, 03 Gennaio 2019 14:27
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