CCW 2018 - Quali novità sul fronte delle armi esplosive

Nelle loro dichiarazioni nazionali, circa 30 stati hanno parlato della questione delle armi esplosive nelle aree popolate (EWIPA), tra cui: Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Costa Rica, Croazia, Ecuador, Finlandia, Germania, Grecia, Guatemala, Santa Sede, Irlanda, Italia, Messico, Marocco, Mozambico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Spagna, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti.

La maggior parte ha riconosciuto il danno umanitario derivante dall'uso di armi esplosive nelle aree popolate e il conseguente impatto sui civili. Alcuni stati hanno suggerito che era necessario un maggior rispetto del Diritto Internazionale Umanitario (DIU) per affrontare questo problema, sebbene sia stato notato che la sua interpretazione e applicazione varino considerevolmente e che i civili continuano a essere danneggiati dall'EWIPA anche da parte di Stati che affermano di agire rispettandone i principi.

Un paio di Stati hanno menzionato la recente Dichiarazione Congiunta alla Prima Commissione UNGA letta dall'Irlanda; in particolare il Canada ha espresso apprezzamento per la stessa, sebbene non vi abbia aderito. Sono stati inoltre menzionati la Dichiarazione di Maputo e la conferenza sulle armi epslosive in Cile, così come altri lavori sulla protezione dei civili che hanno riguardato questo tema, nonché le ripetute raccomandazioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite per lo sviluppo di una dichiarazione politica internazionale e i ripetuti appelli agli stati e alle parti in conflitto ad evitare l'uso di armi esplosive con effetti di ampio raggio nelle aree popolate.

Diversi Stati hanno espresso l'intenzione di impegnarsi per lo sviluppo di una dichiarazione politica internazionale nel 2019, tra cui Austria, Irlanda, Cile, Marocco, Mozambico, Nuova Zelanda e Spagna. Alcuni di questi hanno affermato apertamente di vedere lo sviluppo di tale iniziativa al di fuori del CCW, laddove altri avevano espresso semplicemente dubbi sulla pertinenza di questo forum a discutere proficuamente del problema.

Alcuni stati hanno parlato contro il lavoro su questo tema, e un paio ha respinto la questione a titolo definitivo. La Cina ha detto che l'uso delle armi esplosive nelle aree popolate era un "falso problema", e Israele ha definito la questione "vaga e ampia". Cina e Russia hanno espresso la loro contrarietà al fatto che la questione fosse sollevata al CCW, e questo punto è stato mezionato anche da altri stati, compresi gli Stati Uniti.

La Germania ha presentato il documento "Mitigare i danni civili dall'uso di armi esplosive in aree popolate" come lavoro preparatorio ai meeting, che riportava le conclusioni dei dibattiti emersi nell'ambito degli EWIPA Talks organizzati a Ginevra nel corso del 2018. Il documento di lavoro propone inoltre l'istituzione di un gruppo di lavoro informale sull'EWIPA.

Purtroppo, la regola del consensus, che è alla base delle decisioni prese in seno al CCW, ha paralizzato i tentativi di sviluppare in maniera più articolata il tema, compresa la proposta di costituzione di un gruppo di lavoro. E' un fatto, tuttavia, che finalmente un numero non indifferente di Stati abbia manifestato le proprie preoccupazioni per il danno umanitario derivante dall'impiego delle armi esplosive nelle aree popolate e che molti di essi abbiano deciso di condurre i lavori per l'adozione di una dichiarazione politica internazionale al di fuori del CCW.  Questo si configura come l'obiettivo chiave di INEW per il 2019 in collaborazione con Irlanda, Austria, Cile, Mozambico e altri stati che stanno svolgendo ruoli significativi su questo tema.

ANVCG auspica che anche l'Italia si unisca a questo gruppo di Stati sensibili e attivi sul tema. Per quanto riguarda il nostro paese, è da evidenziare che la delegazione italiana ha rilasciato una dichiarazione che spiega in maniera più chiara comprensiva e coerente la sua posizione sul tema delle armi esplosive. Collegandosi alla Dichiarazione Congiunta rilasciata durante la Prima Commissione UNGA - cui ha aderito, l'Italia ha espresso preoccupazione per l'impatto umanitario e il grave danno causato ai civili dall'uso delle armi esplosive nelle aree popolate. Ha tuttavia affermato di auspicare ad una maggiore aderenza degli Stati al DIU, ritenendo che in esso si trovino gli strumenti necessari per porre fine al devastante problema. Siamo quindi ben lontani dall'adesione ad una dichiarazione politica internazionale ad hoc sul problema, ma i progressi fatti finora per sensibilizzare le istituzioni sulla questione ci fanno ben sperare che la posizione dell'Italia possa evolvere.

Alleghiamo qui la dichiarazione del nostro paese sul tema EWIPA e quella di INEW al CCW, che è stata consegnata da Rasmus Sandvoll della Norvegian People's Aid, anch'essa parte della rete internazionale. INEW ha dichiarato che "lo sviluppo di un impegno internazionale sarebbe guidato al meglio da un partenariato di Stati e organizzazioni impegnati a sviluppare uno strumento che riduca la sofferenza umanitaria risultante da questo tipo di danno fissando uno standard chiaro e ambizioso contro questa pratica"

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