L’Italia contro l’uso indiscriminato di armi esplosive nelle aree popolate in una dichiarazione congiunta all’ONU

Sono 50 i paesi che ieri, durante la discussione tematica sulle armi convenzionali della Prima Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, hanno firmato una dichiarazione congiunta che esprime pubblicamente preoccupazione per l’impatto umanitario causato dall’impiego indiscriminato delle armi esplosive nelle aree popolate e richiede necessità d’intervento sul tema. Tra questi spicca anche l’Italia, che, per al prima volta in un consesso ufficiale internazionale, manifesta preoccupazione per le conseguenze sulle popolazioni civili delle armi esplosive.

La Dichiarazione Congiunta è stata fortemente promossa e sostenuta dalla Rete Internazionale INEW  - International Network on Explosive Weapons, e dai suoi membri, tra cui l’ANVCG, che segue e coordina per la società civile italiana gli sviluppi della questione, ed è stata letta pubblicamente dai delegati all'ONU dell’Irlanda. Dal testo si evince una preoccupazione per le dimensioni dell’impatto umanitario delle armi esplosive sui civili (danni fisici e alle infrastrutture che perdurano anche molti anni dopo la fine del conflitto e che ne pregiudicano il futuro sviluppo economico) e un richiamo alla necessità di intraprendere discussioni mirate sul problema nei fori competenti, come anche al rispetto per i principi del diritto internazionale umanitario.

“Questa dichiarazione congiunta è un passo molto importante per affrontare con urgenza  e senza esitazione il problema delle armi esplosive. Dal 2016 a oggi il numero delle vittime civili è aumentato drasticamente e merita attenzione, come anche evidenziato dall’ultimo rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla Protezione dei Civili” ha dichiarato Giuseppe Castronovo, Presidente Nazionale “Di fronte a questi numeri, numeri di morte, rifiutiamo che i danni alle popolazioni inermi siano considerati effetti collaterali e auspichiamo per un allargamento del consenso sulla necessità di intervenire. L’intervento su questo problema è un dovere ineludibile della comunità internazionale tutta”.


Per ascoltare la dichiarazione in lingua inglese (min. 1.26:00), cliccare qui.

Per leggere il testo integrale della dichiarazione (in lingua inglese), cliccare qui.


Ultima modifica il Venerdì, 26 Ottobre 2018 14:32

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