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Riunione del Consiglio di Sicurezza ONU sulla protezione dei civili nei conflitti armati

Il giorno 22 maggio il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha tenuto un dibattito aperto sulla questione della protezione dei civili nei conflitti armati, che si auspica essere un primo atto di un percorso verso l'adozione di nuovi e più efficaci strumenti giuridici a questo fine. L'incontro è stato un'occasione per riaffermare il crescente impegno della comunità internazioale a difesa delle popolazioni civili e delle infrastrutture essenziali alla loro sopravvivenza in zone di conflitto.

Nel messaggio inviato per l'occasione, il Segretario Generale dell'ONU Gutierres ha voluto ricordare prima di tutto che "il modo più efficace per proteggere i civili è prevenire i conflitti e porre fine a quelli esistenti. Questo è il motivo per cui la prevenzione dei conflitti e la promozione della pace sono e saranno la priorità nell'azione delle Nazioni Unite". Ciò premesso, ha poi sottolineato l'urgenza di garantire l'efficacia delle norme di diritto internazionale e umanitario e di adottare nuove misure di tutela, rivolte in particolar modo alle aree urbanizzate e densamente popolate e all'accesso degli aiuti umanitari nelle zone di crisi. Richiamando i dati raccolti nel suo rapporto sulla protezione dei civili diffuso il 14 maggio 2018 (cliccare qui per il testo integrale in inglese), ha evidenziato che oltre 120 milioni di persone nel mondo hanno bisogno di aiuti umanitari e questo avviene per la gran parte a cause delle guerre e dei conflitti in atto. Nel 2017 si sono registrati circa 26000 casi di uccisione o ferimento nelle sei aree maggiormente interessate da situazioni di conflitto: Afghanistan, Repubblica Centro Africana, Repubblica Democratica del Congo, Iraq, Somalia e Yemen, senza contare poi le vittime della guerra in Siria. Gutierres ha rivolto un forte appello a tutti gli Stati affinché adottino una regolamentazione a tutela dei civili nelle situazioni di conflitto, aiutino l'ONU ad estendere le norme a tutela dei civili anche ai gruppi combattenti irregolari e si impegnino a perseguire in modo efficace i responsabili di violazioni del diritti umanitario nei confronti dei civili.

In riferimento all'incontro del 22 maggio, il rappresentante italiano presso le Nazioni Unite Sebastiano Cardi ha ribadito che per l'Italia la protezione dei civili, in particolar modo le donne, i bambini e le persone disabili, deve essere uno dei punti essenziali nell'agenda ONU e nell'impegno della comunità internazionale. E' essenziale trovare i modi per rendere efficaci le normative internazionali di tutela che già esistono, garantendo una maggiore sicurezza per i civili coinvolti nei conflitti e per le infrastrutture vitali, come ospedali e scuole. Nel suo intervento l'Ambasciatore Cardi ha infine fatto presente che l'Italia considera fondamentale affrontare le situazioni di crisi tenendo conto dell'ottica di genere.

Questa crescente mobilitazione a livello internazionale comincia già a produrre i primi risultati concreti: nello scorso mese di novembre, a Maputo (Mozambico) 19 stati africani hanno firmato una dichiarazione politica per la limitazione dell'impiego delle armi esplosivi e incoraggiamento agli altri Stati a impegnarsi in tal senso nell'ambito dell'iniziativa dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) sulle armi esplosive guidata dall'Austria.

A margine dell'incontro del 22 maggio, si sono tenuti una serie di meeting che hanno coinvolto non solo i rappresentanti delle varie Nazioni presenti ma anche organizzazioni della società civile, come International Peace Institute, World Health Organization, Croce Rossa Internazionale, OCHA e INEW - International Network on Explosive Weapons, rete internazionale nata per combattere i bombardamenti sulle arre densamente popolate  cui aderisce anche l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. L'Associazione sostiene questa iniziativa attraverso la campagna "Stop alle bombe sui civili", lanciata in occasione della prima Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo.

Ultima modifica il Venerdì, 25 Maggio 2018 14:15

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