Ipotesi di tassazione delle pensioni di guerra: l'ANVCG pronta alla battaglia

In modo del tutto inaspettato e improvviso, durante una riunione notturna, il Consiglio dei Ministri ha deciso di introdurre nella proposta di legge di stabilità per il 2013 una norma che "prevede anche l'assoggettabilità ad IRPEF delle pensioni di guerra e di invalidità", per i redditi superiori ai 15mila euro.

Al momento non si conosce ancora il testo esatto della proposta e quindi i suoi dettagli giuridici, ma la notizia è certa, poiché è confermata dal comunicato stampa del Governo n. 49 del 09/10/2012.

Di fronte a questo inaudito e vergognoso attacco ai titolari di pensioni di guerra, la cui natura risarcitoria non è mai stata messa in discussione in tutta la storia della Repubblica Italiana, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra si è immediatamente rivolta alle massime cariche dello Stato, chiedendo con forza il ritiro di questa umiliante proposta.

Riportiamo per intero il contenuto della lettera, che esprime l'indignazione di tutte le vittime civili di guerra.

 


Al Presidente della Repubblica
On. Giorgio Napolitano
Piazza del Quirinale  - 00187 Roma

Al Presidente del Senato
Sen. Renato Giuseppe Schifani
Piazza Madama - 00186 Roma

Al Presidente della Camera dei Deputati
On. Gianfranco Fini       
Piazza Montecitorio - 00186 Roma   
        
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Sen. Mario Monti
Palazzo Chigi
Piazza Colonna, 370 - 00187 Roma

Al Ministro dell'Economia e delle Finanze
Vittorio Umberto Grilli
Via XX Settembre, 97 - 00187 Roma

Al Ministro dell’Interno
Annamaria Cancellieri
Piazza del Viminale,  1 - 00184  Roma

Al Ministro della Difesa
Giampaolo Di Paola
Palazzo Baracchini
Via XX Settembre, 8 -  00187 Roma

Al Ministro degli Affari Sociali
Elsa Fornero
Via Veneto, 56 - 00187 Roma


Con grande sorpresa, dolore, indignazione, sgomento e preoccupazione abbiamo appreso dal comunicato stampa ufficiale del Governo relativo alle decisioni adottate dal Consiglio dei Ministri n. 49 del 09/10/2012, che nel disegno di legge di stabilità 2013-2015 “si prevede anche l’assoggettabilità ad IRPEF delle pensioni di guerra…”.

Tale circostanza, se fosse confermata, costituirebbe un oltraggio morale, oltre che giuridico, immenso, per tutti quei mutilati, invalidi, grandi invalidi, ciechi di guerra e mutilatini di Don Gnocchi e per le loro famiglie, che hanno trascorso gran parte della vita tra atroci sofferenze fisiche e morali, a causa delle invalidità e delle gravi mutilazioni riportate in occasione del secondo conflitto bellico.

Assoggettare al reddito le pensioni di guerra – peraltro ferme da 25 anni - significa insultare il sacrificio di questi figli dell’Italia, umiliarli e dimenticarli negli ultimi anni della loro già penalizzata esistenza.

Se queste superiori considerazioni valgono a censurare moralmente la decisione adottata dal Consigli dei Ministri, non degna di un Paese civile, altrettanto abnorme appare il provvedimento dal punto di vista giuridico.

L'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 915 del 1978 stabilisce, infatti, che "La pensione, assegno o indennità di guerra … costituiscono atto risarcitorio, di doveroso riconoscimento e di solidarietà, da parte dello Stato nei confronti di coloro che, a causa della guerra, abbiano subito menomazioni nell'integrità fisica o la perdita di un congiunto". L'articolo 77 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica, così come modificato dall'articolo 5 della legge n. 261 del 1991, prevede conseguentemente che "Le somme corrisposte a titolo di pensione, assegno o indennità … per la loro natura risarcitoria, non costituiscono reddito. Tali somme sono, pertanto, irrilevanti ai fini fiscali, previdenziali, sanitari ed assistenziali ed in nessun caso possono essere computate, a carico dei soggetti che le percepiscono e del loro nucleo familiare, nel reddito richiesto per la corresponsione di altri trattamenti pensionistici, per la concessione di esoneri ovvero di benefici economici e assistenziali".

Anche la Corte costituzionale, in numerose pronunce, ha costantemente ribadito il carattere risarcitorio e non reddituale delle pensioni di guerra e dunque la loro non assoggettabilità ad IRPEF (cfr. sentenza n. 70 del 1999, sentenza n. 193 del 1994, sentenza n. 204 del 1992, sentenza n. 566 del 1989, sentenza n. 387 del 1989).

Per quanto sopra, la scrivente Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, l’Ente Morale preposto per legge alla rappresentanza e tutela delle oltre 100.000 vittime civili di guerra italiane e delle loro famiglie, chiede al Governo di chiarire con la massima urgenza se effettivamente il Disegno di Legge di stabilità approvato dal Consiglio dei Ministri contenga una simile, sciagurata, disposizione, ed in caso positivo di porvi immediatamente rimedio, sopprimendola dal provvedimento.

Al caro ed illustrissimo Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, altissimo simbolo dei valori di Patria e garante del rispetto dei principi Costituzionali, chiedo di intervenire affinchè una simile norma non veda mai pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Nella speranza che si sia trattato soltanto di uno spiacevole equivoco, resto in attesa di un cortese quanto sollecito riscontro ed invio distinti saluti.



IL PRESIDENTE NAZIONALE
(Avv. Giuseppe Castronovo)

Ultima modifica il Giovedì, 11 Ottobre 2012 14:47

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