Sei qui: Home articoli 2012

"L’indennità di accompagnamento non sarà toccata"

Il sottosegretario al Welfare interviene al sit-in del "Comitato 14 settembre” e spiega: "Entrerà nel conteggio dell'Isee, perchè lo prevede la legge". Ma in compenso verranno sottratte tutte le spese che le famiglie devono sostenere per l’assistenza

ROMA – L’indennità di accompagnamento per le persone disabili “non è mai stata messa in discussione, né sarà toccata”, ma entrerà nel conteggio dell’Isee “perché lo prevede la legge”. Di contro, però, verranno sottratte tutte le spese che le famiglie dei disabili devono sostenere per l’assistenza: oltre a quelle conteggiabili verrà stimata anche una somma forfetaria di spese fisse. Lo ha assicurato il sottosegretario al ministero del Welfare, Maria Cecilia Guerra intervenendo oggi a Roma al sit-in organizzato dal “Comitato 14 settembre” a piazza Montecitorio. Proprio lì il sottosegretario ha scelto di incontrare i manifestanti per sottolineare la sua completa apertura al dialogo. E per circa un’ora ha ascoltato le ragioni di quanti, disabili, familiari e operatori, nonostante una pioggia incessante hanno mantenuto il presidio sotto il Parlamento.
 
Quattro i punti al centro della protesta. In primo luogo il comitato chiede che il Parlamento modifichi tutte le leggi in materia di disabilità sostituendo la parola “possono” con “debbono”. Una questione particolarmente importante soprattutto a livello locale, dove la facoltà di erogare o meno i servizi per le persone disabili è vincolata alle risorse disponibili. E quindi penalizza gli enti locali più piccoli. In secondo luogo di definire un Bilancio sociale dei comuni allo scopo di evitare tagli al mondo della disabilità. E la restituzione da parte del Governo dei 45 milioni sottratti a Roma capitale, senza i quali circa diecimila persone perderanno aiuti assistenziali. Ma il punto più conteso è legato al calcolo Isee che “dopo tante battaglie fatte in questi anni potrebbe rigettare in uno stato di povertà le famiglie con disabili – sottolinea il presidente del Comitato Michele Colangelo - . Ma noi disabili la crisi la stiamo pagando già ampiamente”. Con esempi semplici e concreti (dall’aumento della  benzina alla spesa al supermercato) Colangelo ha illustrato al sottosegretario le difficoltà quotidiane di chi vive con un deficit motorio e ha bisogno di assistenza.
 
“Per me sarebbe bello avere risposte definitive ma così non è, è giusto però che l’attenzione del governo e della società su questi temi venga mantenuta alta – afferma Guerra - . Dobbiamo sgombrare il campo da preoccupazioni infondate: nessuno ha mai pensato di toccare l’indennità di accompagnamento. Mentre sull’Isee una versione definitiva non c’è ancora ma la discussione su questo tema è stata fatto con le federazioni che rappresentano il mondo della disabilità: Fish e Fand. Quello che pensiamo di fare è togliere tutte le spese che le famiglie devono sostenere per l’assistenza: alcune verranno conteggiate in maniera forfetaria, perché il lavoro di cura ad esempio non si può quantificare, le altre saranno documentabili”. Il sottosegretario ha inoltre ricordato che ci sono precisi vincoli di bilancio e una situazione difficile dovuta anche al taglio di 20 miliardi alla spesa sociale operata dal precedente Governo. “È vero che noi non abbiamo messo nuovi fondi sul sociale ma non ne abbiamo neanche tolti perché la situazione già era grave– aggiunge – Sul lungo periodo sto riaprendo la discussione con le regioni sui Lea, ma al di là dell’impegno personale, che assicuro, non credo si arriverà a una definizione in tempi brevi”.
 
“La nostra non è una battaglia sull’indennità di accompagnamento, ma non siamo d’accordo che entri nel conteggio Isee anche se l’abbattimento delle spese fosse quadruplo – ha replicato Colangelo - . Quello che vogliamo è un nuovo patto sociale e l’esigibilità dei diritti. Molti comuni e regioni usano la disabilità per foraggiare il mondo del Terzo settore e i disabili restano prigionieri di questo sistema, mentre vogliamo avere la possibilità di scegliere”. Simona Bellini del Comitato famiglie di disabili gravi e gravissimi ha poi chiesto che ai prossimi tavoli di confronto con il ministero oltre alle federazioni più grandi possano essere accolte anche altre associazioni che non si sentono rappresentate da Fish e Fand. (ec)

© Copyright Redattore Sociale

Ultima modifica il Venerdì, 21 Settembre 2012 11:08

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie Per maggiori informazioni sull'uso dei cookie, visitare questa pagina.

Accetto i cookie da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information