Unar: nei primi sei mesi dell'anno 900 segnalazioni (+90%)

In tutto l'arco del 2011 sono state mille. Il 40% dei casi si riferisce a episodi sui luoghi di lavoro. Il direttore Monnanni: "L’aumento delle istruttorie è dovuto in parte all'apertura a disabili e omosessuali oltre agli immigrati"

ROMA - Sono 900 le segnalazioni arrivate all'ufficio antidiscrimazione dell'Unar nei primi sei mesi del 2012, con un aumento del 90% rispetto all’anno precedente, quando le segnalazioni (in tutto l’arco dei 12 mesi) sono state mille. Il 40% dei casi si riferisce a episodi di discriminazione sui luoghi di lavoro. I dati sono stati resi noti dal direttore dell’Unar, Massimiliano Monnanni, nel corso della presentazione oggi a Roma della campagna “Made in Italy” (vedi lancio successivo). “L'aumento delle istruttorie è dovuto in parte all’apertura ad altri soggetti oltre gli immigrati, come i disabili e gli omosessuali – sottolinea Monnanni -  ma anche a un cambiamento positivo, perché il 40% delle segnalazioni è arrivato da persone che sono state testimoni di un episodio discriminatorio, mentre lo scorso anno i testimoni erano solo il 20%”. Il 45% delle istruttorie è, inoltre, originato via web, cioè sempre più persone si affidano alla rete per segnalare di essere state vittime o aver assistito a casi di questo genere. Mentre il telefono è un “fenomeno residuo che riguarda solo un certo target: soprattutto donne sui 50 anni che lavorano in casa”. Altro aspetto positivo, che si rivela nei primi mesi del 2012, la diminuzione di casi di discriminazione istituzionale, come nel caso di amministrazioni pubbliche che indicono bandi o producono atti amministrativi, che tengono fuori alcune categorie di cittadini. Il dato è passato dal 18% degli anni 2009-2010 al 10% del 2012.
 
Accanto al lavoro dell’Unar che raccoglie le segnalazioni dei casi, nel settembre 2010 è stato istituito anche l’Oscad (l’osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori). “l’Unar raccoglie ciò che si ferma sulla soglia del reato, noi ciò che rappresenta un reato – sottolinea Francesco Cirillo, coordinatore dell’Osservatorio - . Il nostro obiettivo è di raggiungere il numero zero di questo tipo di reati, perché vorrebbe dire che non c’è più discriminazione nel nostro paese”. Per far fronte a questo tipo di casi discriminatori dallo scorso anno è stato istituito all’interno della Scuola di polizia di Stato un corso ad hoc per i futuri agenti, “per informarli e formarli sulla materia – continua Cirillo – cosicché i neofunzionari siano in grado di gestire questi reati nel modo giusto”. (ec) 

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Ultima modifica il Martedì, 03 Luglio 2012 10:38

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