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Scendono in piazza i malati gravissimi: "600 milioni per la non autosufficienza"

Il 7 giugno presidio davanti al ministero dell’Economia. Chiedono anche 500 milioni per le patologie invalidanti e 20 mila euro per ogni persona con malattia degenerativa progressiva. “Provvedimento dovuto di equità sociale"

ROMA – Scendono nuovamente in piazza, i malati gravissimi, per rivendicare il loro diritto ad una vita dignitosa. Lo faranno giovedì 7 giugno, a partire dalle 10,30 davanti al ministero dell’Economia (via Venti settembre 97), portando con sé una serie di richieste concrete e puntuali, che rivolgeranno al presidente Monti. “Noi il nostro terremoto lo subiamo quotidianamente – scrivono nell’appello che annuncia il presidio - In un’Italia in crisi, dove si chiedono sacrifici ai soliti noti, continuano a proliferare: hospice, case famiglia, residenze socio assistenziali dove le regioni sperperano miliardi per ingrassare i conti in banca di pochi. Le persone con gravi difficoltà devono stare a casa – ribadiscono con forza i promotori - circondate dagli affetti, a costi contenuti. Meno strutture residenziali, più famiglie: lo stato deve supportarci con l’assegno di cura, riducendo ad un terzo i costi, erogare contributi diretti, senza intermediari per l’assunzione di badandato formato”.
 
La prima richiesta è “il ripristino del fondo per la non autosufficienza, per un importo non inferiore a 600 milioni”, che deve essere accompagnato da un “impegno del governo a incanalare con decreto dettagliato 500 milioni per le patologie gravemente invalidanti, con contributo rapportato al bisogno assistenziale legato all'ingravescenza. Il riparto fra le regioni – precisano i promotori - dovrà essere fatto in funzione del tasso di prevalenza delle patologie interessate”. Ancora, per quanto riguarda l’investimento di risorse, si chiede “un contributo annuo di 20 mila euro per ogni persona portatrice di malattia degenerativa progressiva, con tracheostomia, in ventilazione meccanica 24 ore su 24 e tetraparesi con allettamento;casi di coma isognosi di assistenza h24 e tutti quei casi di bisogno assistenziale equivalente indipendentemente dalla patologia”. I finanziamenti dovranno andare direttamente e integralmente alle famiglie, che da parte loro dovranno certificare le spese sostenute.
 
“Riteniamo doveroso, da parte del Governo, accogliere queste richieste con convinzione, perché è inaccettabile che intere famiglie diventino preda della disperazione. Ci rendiamo conto delle difficoltà di bilancio che attraversiamo, ma 600 milioni vanno trovati assolutamente .Il Commissario Bondi è al lavoro per contenere gli sprechi. I primi fondi recuperati dovranno servire per la non autosufficienza: è un provvedimento dovuto di equità sociale”.

 

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Ultima modifica il Venerdì, 01 Giugno 2012 11:10

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